Alfabetizzazione digitale: cos’è e perché è utile

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Per Alfabetizzazione Digitale (Digital Literacy) si intende la capacità di utilizzare i nuovi media e le nuove tecnologie per partecipare attivamente ad una società sempre più digitalizzata. In una relazione del 25 marzo 2010, il Parlamento Europeo evidenzia la presenza e l’importanza delle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) in tutti gli aspetti della vita del cittadino.

Cos’è l’alfabetizzazione digitale e perché è importante?

In questa nuova società digitale ogni individuo non può esimersi dall’uso delle tecnologie, considerato il loro enorme potenziale economico e sociale e il grande beneficio che apportano alla crescita culturale attraverso la divulgazione della conoscenza.

Le competenze digitali, inoltre, presuppongono una solida consapevolezza delle TSI – Tecnologie della Società dell’Informazione, che possono rappresentare un’occasione per sostenere la creatività e l’innovazione. Una “coscienza digitale” consente di comprendere i potenziali rischi di internet e le problematiche legate alla validità e all’affidabilità delle informazioni disponibili.

Non è facile definire in modo chiaro e univoco quali siano le reali competenze di base e, inoltre, è difficile equiparare i diversi livelli di utenza che hanno appreso in modo autonomo l’uso delle nuove tecnologie.

Ancora oggi, l’alto livello di analfabetismo digitale e informatico, che incide sulla capacità di muoversi all’interno della società dell’informazione, impedisce la creazione di cittadini digitali competenti.

A tal proposito, nelle nuove indicazioni dell’Unione Europea il digitale è definito “competenza di base”, al pari di leggere e scrivere:

È necessario innalzare il livello di padronanza delle competenze di base (alfabetiche, matematiche e digitali) e sostenere lo sviluppo della capacità di imparare a imparare quale presupposto costantemente migliore per apprendere e partecipare alla società in una prospettiva di apprendimento permanente.

Educazione digitale giovani: contro il cyberbullismo

Per i cosiddetti “nativi digitali”, giovani cresciuti con la tecnologia, il web è parte integrante della loro vita e, non a caso, dimostrano di essere gli utenti più competenti. Tuttavia, anche in questa categoria, è possibile riscontrare differenze sostanziali. I risultati di un test di competenza digitale, effettuato su un campione causale di studenti, hanno mostrato come i ragazzi siano preparati da un punto di vista strettamente operativo ma manchevoli di consapevolezza critica nell’uso della Rete.

Alfabetizzazione digitale non significa semplicemente saper utilizzare un tablet ma fornire strumenti per educare studenti, docenti e genitori alla comprensione e utilizzazione della rete in maniera consapevole e sicura. La lotta alle fake news e al cyberbullismo comincia, infatti, dai banchi di scuola, evidenziando i rischi che si corrono con un utilizzo distorto di internet.

In rete è molto più semplice ed immediato esprimere la propria opinione, spesso in modo sconsiderato, con l’unico scopo di stupire e raccogliere consensi. I cosiddetti “leoni da tastiera” (persone che “sputano veleno” online) traggono forza dall’illusione dell’anonimato e dalla distanza fisica dai destinatari, il più delle volte ignorando le enormi conseguenze delle proprie azioni. Spersonalizzazione e deresponsabilizzazione la fanno da padrone, fenomeni non ancora sufficientemente compresi e approfonditi. I cyberbulli vivono il tutto come uno scherzo volto a procurare semplice fastidio alle vittime ma, in realtà, si tratta di una vera e propria violenza psicologica che, in alcuni casi, ha portato la vittima anche a compiere gesti estremi.

Questo fenomeno è stato affrontato nella Legge del 29 maggio 2017: “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” che, oltre ad aver definito precisamente il concetto di cyberbullismo, ha pure l’obiettivo di tutelare i minori (sia vittime che aggressori), fornendo loro gli strumenti di comprensione e difesa. L’obiettivo è la prevenzione, non la repressione. Oltre a prevedere interventi a favore delle vittime, si mira infatti a creare la necessaria consapevolezza,affinché il fenomeno non venga posto in atto dagli aggressori stessi.

Anche il Consiglio Europeo si è fatto promotore dell’alfabetizzazione informatica, fin dalla scuola primaria, invitando gli Stati Membri ad agire in modo mirato per accrescere i livelli di competenza digitale fra gli alunni di tutte le età, attraverso il supporto agli insegnanti e la creazione di ambienti di apprendimento sicuri, in particolare per i soggetti svantaggiati e a rischio di emarginazione. Destinatari anche i genitori, con l’intento di ridurre il gap digitale tra le generazioni, in modo da instaurare un dialogo e una comprensione reciproca.

Alfabetizzazione digitale degli anziani

Come detto, il livello di analfabetismo digitale nel nostro Paese è ancora molto alto, soprattutto nella fascia anziana della popolazione che rischia, così, l’esclusione sociale. L’alfabetizzazione digitale è, infatti, di fondamentale importanza per sostenere l’inserimento delle categorie svantaggiate (anziani, disoccupati, persone meno abbienti e disabili) al fine di colmare le disparità sociali.

Secondo una ricerca Istat, gli anziani sono quelli più a rischio esclusione dalla società digitale. A tal proposito, da parte di molte istituzioni pubbliche e private, è in corso una campagna di alfabetizzazione digitale. Tra le metodologie più efficaci all’alfabetizzazione informatica degli anziani vi è il cosiddetto “modello d’apprendimento intergenerazionale”, che prevede un sistema di raccordo tra scuola, nativi digitali e centri di anziani.

La formazione digitale di ogni individuo non può essere sottovalutata perché le tecnologie digitali sono ormai presenti in ogni aspetto della vita di tutti noi e rappresentano uno strumento di contrasto alle disuguaglianze sociali. La stessa Europa, nel programma “Europe2020”, si espressa in merito all’importanza che tutti possano acquisire le basi della strumentazione digitale.

Il divario tra alfabetizzazione digitale, scuola e lavoro

Il tema dell’alfabetizzazione digitale è anche strettamente connesso a quello dell’occupazione. Gli stravolgimenti tecnologici comportano continui e profondi mutamenti nel mondo del lavoro e, di conseguenza, bisogna sempre stare al passo con queste costanti trasformazioni. Uno studio dell’Unione Europea ha rilevato che, nel prossimo futuro, 9 lavori su 10 richiederanno competenze digitali e, per non essere tagliati fuori è, dunque, necessario un aggiornamento continuo delle proprie abilità e competenze.

Le imprese stanno riscontrando non poche difficoltà nell’individuazione di profili con competenze digitali necessarie, in quanto scuola e università non risultano ancora in grado di sviluppare adeguatamente le capacità necessarie ad un rapido ed efficace inserimento nel mondo del lavoro. È, dunque, fondamentale agire su due fronti: formazione maggiormente performante (durante l’intero percorso di studi) per coloro che si approcciano ai lavori nell’epoca digitale e reskilling (riaggiornamento costante delle proprie competenze) per i soggetti già inseriti.

La stessa Commissione Lavoro del Senato ha individuato le conseguenze della “quarta rivoluzione industriale”, evidenziando la necessità di un piano straordinario di alfabetizzazione digitale degli adulti attraverso una sinergia tra scuola, università, formazione e lavoro.

L’alfabetizzazione digitale è anche al centro dell’agenda europea che stabilisce le linee guida, alle quali i vari Paesi devono attenersi, circa lo sviluppo di “abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite internet”

Corsi di alfabetizzazione informatica

Per non farsi cogliere impreparati e correre il rischio di essere esclusi dal mondo lavorativo è possibile formarsi attraverso specifici corsi di alfabetizzazione informatica. Tra i più gettonati vi sono i Corsi EIPASS (programmi internazionali riconosciuti di certificazione delle competenze digitali) con la primaria finalità di sostenere la cultura digitale fornendo un corretto approccio alle nuove tecnologie e internet.

Di seguito un elenco dei principali corsi:

  • EIPASS Basic (alfabetizzazione mediatica di base nell’ambiente digitale);
  • EIPASS 7 Moduli (competenze digitali trasversali che devono far parte del bagaglio culturale e tecnico di tutte le figure professionali);
  • EIPASS Progressive (certificazione per l’utilizzazione avanzata di computer e internet);
  • EIPASS Teacher (attestato delle competenze digitali dedicato a Formatori e Docenti).

Ricordiamo che questi sono solo alcuni dei corsi presenti nella ricca e variegata offerta EIPASS. Per maggiori dettagli, sfoglia il catalogo corsi EIPASS sul sito Formamentis.

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