Come aprire un caseificio: mini guida e documenti

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Gli sbocchi occupazionali nel settore lattiero caseario sono molteplici, tra tutti, quello che si configura di maggiore tendenza negli ultimi anni è il desiderio di aprire un caseificio.

In questa guida cercheremo di capire come aprire un caseificio, quali sono le norme di riferimento da rispettare e perché può essere una buona opportunità per chi desidera lavorare in questo particolare settore.

Il comparto lattiero caseario è sicuramente in forte crescita e investire in un caseificio significa non solo portare avanti una tradizione che ha origini lontane, ma arricchirla con strumenti innovativi per configurare nuovi mercati, anche esteri.

Vediamo ora quali sono i passaggi per aprire un caseificio per la produzione e la vendita al dettaglio di prodotti caseari.

Aprire un minicaseificio: la guida passo passo

Sicuramente avere esperienza e una formazione completa in questo settore può essere utile nella fase di avvio.

Frequentare un corso per diventare casaro, che possa almeno dare la giusta impostazione e le corrette informazioni di base per poter avviare questo genere di attività è sicuramente il primo passo da compiere per chi desidera aprire un caseificio.

Il secondo passo consiste nel decidere se produrre direttamente il latte, e in questo caso, occorre prevedere l’acquisto delle bufale, oppure acquistarlo dagli allevamenti ed effettuare solo la trasformazione. Inoltre, avete deciso di vendere al dettaglio i prodotti lattiero caseari all’interno del caseificio oppure si tratta di un’attività dedita solo alla produzione?

Nel primo caso, è necessario prestare molta attenzione anche al luogo nel quale aprire il caseificio, che deve essere facilmente accessibile anche ai privati, nel secondo, il caseificio potrà essere situato anche in una zona non necessariamente di passaggio.

Una volta prese queste decisioni, potete iniziare a studiare le leggi di riferimento dell’attività casearia.

I documenti per aprire un caseificio

Siamo arrivati alla parte burocratica, ovvero tutti i documenti necessari per aprire un caseificio.

Sicuramente, come per ogni altra attività commerciale, è necessario costituire una Partita Iva, registrarsi alla Camera di Commercio di riferimento, iscriversi all’INPS; nello specifico, per aprire un caseificio occorre compilare la SCIA presso il comune competente e ottenere una certificazione SAB e HACCP.
Il passo successivo vi condurrà all’esame della normativa per gli impianti del laboratorio e al rispetto degli standard igienici stabiliti dall’ASL di competenza secondo le direttive regionali (le norme sanitarie sono diverse da regione a regione).

Se avete deciso di allevare voi stessi il bestiame da cui ricavare il latte, allora dovrete individuare anche uno spazio adatto (grande un ettaro per ogni 18 capi di bestiame) in cui poter garantire le condizioni ottimali per la produzione del latte.

Se il luogo dove dovrete trasformare il latte è distante dall’allevamento, non dimenticate di prevedere anche il trasporto in totale sicurezza del latte stesso.

Questa è solo la base burocratica per poter aprire un piccolo caseificio e sebbene le opportunità di sviluppo siano piuttosto concrete, occorre anche molto impegno per portare avanti l’attività, intuizione e competenza per prendere le decisioni giuste e capacità manageriali per poter valutare di volta in volta le richieste del mercato e adattare la produzione ad esse.

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