L’assistente all’infanzia o operatore d’infanzia: chi è e cosa fa

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L’assistente all’infanzia rientra nell’area professionale degli operatori socio-educativi. Il loro target di riferimento sono i bambini (prima e seconda infanzia) e, nello specifico, vanno prevalentemente ad operare nel settore dei servizi privati e, indirettamente, pubblici (es. Cooperative, Associazioni, Società, ecc.).

COSA FA L’ASSISTENTE ALL’INFANZIA

L’assistente all’infanzia (o puericultrice) si occupa dell’assistenza e dell’intrattenimento dei bambini, principalmente dedicandosi alla creazione di tutte quelle attività che possano migliorarne le competenze trasversali, come la capacità di lavorare in team e di fare squadra.

È opportuno fare una doverosa precisazione: l’assistente all’infanzia non ha lo stesso ruolo e non ricopre le stesse funzioni dell’educatore o dell’insegnante. È però fondamentale nella creazione di altri tipi di dinamiche da affiancare alle attività prettamente didattiche.

L’assistente all’infanzia deve essere un facilitatore, contribuendo, con attività d’intrattenimento, d’animazione e di sostegno, alla crescita personale, emotiva e creativa del bambino, permettendogli di associare apprendimento e divertimento.

COME DIVENTARE OPERATORE D’INFANZIA

Per ricoprire la professione di assistente per l’infanzia esistono degli specifici diplomi, da poter conseguire sia nella scuola pubblica che in percorsi formativi privati. Non sono ancora stati creati, invece, degli appositi corsi di laurea che garantiscano un’ulteriore qualificazione alle aspiranti professioniste.

Data la particolarità del target di cui occuparsi, le assistenti all’infanzia devono avere grande empatia. Andando ad affiancare le attività didattiche dovranno, altresì, possedere una forte capacità di analisi, che possa essere di supporto nell’individuazione di eventuali problematiche fisiche o emotive dei bambini.

Caratteristica fondamentale è la capacità comunicativa; devono essere, infatti, in grado di poter programmare le attività con gli educatori professionali, tenendo un confronto pressoché costante con loro; altro discorso comunicativo fondamentale è quello con i genitori dei bambini. Inoltre, non va dimenticato che i loro interlocutori diretti sono pur sempre i bambini ed è, pertanto, fondamentale che siano in grado di comunicare in modo corretto con loro. Non a caso tra le competenze trasversali che un’assistente all’infanzia deve presentare c’è anche la creatività.

Gli assistenti all’infanzia trovano ampio spazio soprattutto nel settore privato. Di solito vengono inizialmente inquadrati con percorsi di tirocinio volti a valutarne al meglio le attitudini e utili a formarli qualora presentassero delle mancanze tecniche.