Sei quel che pensi: cambia i tuoi pensieri per cambiare vita

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Vi è mai capitato di sentirvi lanciatissimi in qualcosa? Di non poter sbagliare in nulla? Vi siete mai trovati in un momento in cui tutto girava alla grande? Il lavoro, il vostro rapporto, “i rapporti” in generale, lo sport e qualsiasi altro evento legato alla vostra vita?

Sicuramente, ve lo garantisco io. Come vi dico che sarà capitato di ritrovarvi nell’esperienza opposta.

Una giornata o un periodo in cui tutto andava per il verso sbagliato; casini a lavoro, casini con il partner, casini con gli amici, parenti e chiunque stesse a contatto con voi. Come vi spiegate allora situazioni cosi differenti se la persona che le scatena è la stessa e con le stesse risorse? Secondo voi, come si spiega il fatto che lo stesso soggetto produca risultati desolanti e altre volte strabilianti? Potrebbe essere lo stesso motivo per il quale molti sportivi sviluppano in certi periodi performance ottimali e in altri di estrema mediocrità.

Personalmente un’idea me la sono fatta e a dire il vero mi ha cambiato la vita: la differenza tra i nostri risultati risiede nella capacità di pensare correttamente. Per chi non lo sapesse, i pensieri generano stati d’animo.

 

Interpretare e gestire gli stati d’animo

Esistono stati d’animo come l’amore, l’autostima, la gioia, la fede, la forza di volontà che “stappano” le sorgenti del potere personale. Come esistono degli stati d’animo che “ammanettano” tutte le nostre capacità. Quali sono? L’Ansia, la tristezza, la frustrazione, la paura. Tutti ci troviamo quotidianamente in preda agli stati d’animo, positivi e negativi.

Vi sarà capitato di entrare in un locale e trovare la stessa persona che vi ha servito allegramente qualche settimana prima “scoglionata”, fiacca o stizzosa. Secondo voi perché? Giornata faticosa? Cliente rompiscatole? Esistenza difficile? Tre ipotesi assolutamente plausibili, anche se, le sue azioni, sono il frutto di uno stato d’animo controproducente. Bisognerebbe cambiarlo per intervenire sul suo comportamento. Interpretare gli stati d’animo, ecco la chiave per comprendere il cambiamento e raggiungere il massimo. I nostri atteggiamenti sono il risultato dello stato d’animo in cui ci troviamo.

 

Cosa sono gli stati d’animo?

Sono l’insieme di milioni di processi neurologici che hanno luogo dentro di noi, in altre parole il totale delle nostre esperienze in ogni momento. Buona parte dei nostri stati accadono senza che da parte nostra ci sia alcun tipo di controllo conscio. Assistiamo ad un evento, ad un’azione e reagiamo con uno stato d’animo. E non è detto che sia una condizione limitante e disastrosa, potrebbe addirittura contribuire a migliorare le nostre azioni e a sortire l’effetto opposto. C’è una bella differenza tra chi fallisce e chi arriva al successo; la differenza risiede nello stato d’animo, nella capacità di trovarsi sempre, ovunque e comunque in uno stato d’animo positivo e potenziante.

Uno stato d’animo è composto da rappresentazioni interne e dai risultati dell’uso della fisiologia.

Esempio pratico: come trattereste il vostro compagno o la vostra compagna se rincasasse molto tardi? Magari senza avervi neppure avvisato? Dal momento in cui egli (o ella) varcherà la soglia di casa, da quel preciso istante, verrà fuori il frutto dello stato d’animo che avete provato durante l’attesa e delle rappresentazioni interne legate al motivo del ritardo.

Se le raffigurazioni mentali lo/la ritraevano in un incedente stradale, lo stato d’animo sarà di angoscia, paura, e molto probabilmente la reazione sarà un pianto liberatorio e un caloroso abbraccio. Se le visioni hanno avuto come oggetto una relazione clandestina, beh, provate ad immaginare voi che tipo di accoglienza avrà.

 

Da dove nasce uno stato d’animo

Ora, bisognerebbe spiegarsi da dove nascono certe rappresentazioni e certi stati d’animo. Non è detto che tutti davanti alle stesse situazioni sviluppino gli stessi pensieri e i conseguenti stati d’animo. Ci sono molti fattori che entrano in gioco; il primo potrebbe riguardare la famiglia d’origine. Una mamma che viveva in perenne apprensione l’arrivo del papà. Un atteggiamento fedifrago di uno dei due. I sospetti. I dubbi. Le incertezze. Quasi sicuramente, buona parte delle nostre rappresentazioni mentali risiede nei modelli che hanno accompagnato la nostra crescita.

Un altro fattore di estrema importanza che incide sulla qualità dei pensieri e gli stati d’animo è la fisiologia. Il nostro corpo, la nostra alimentazione, la tensione muscolare, il respiro e tutte le funzioni biochimiche. Se il nostro organismo è in funzione produttiva, quasi sicuramente immagineremo il/la nostro/a compagno/imbottigliato (a) nel traffico o alle prese con un imprevisto. Se il corpo non dovesse essere al top, in preda alla stanchezza, a dolori fisici o a livelli glicemici estremamente bassi, le rappresentazioni potrebbero essere influenzate dalla negatività.

Fermatevi un attimo: quando vi sentite energici, vibranti, felici, non avete la sensazione che il mondo vi sorrida? Che tutto vada per il verso giusto? E quando siete stanchi o in condizioni doloranti o manifestate sintomi da stress, come vivete la realtà che vi circonda? Rappresentazioni interne e fisiologia sono gli elementi combinati che danno vita agli stati d’animo. Gli stati d’animo generano i nostri comportamenti. I comportamenti possono essere pilotati se interveniamo sugli stati d’animo. Per intervenire sugli stati d’animo dobbiamo controllare rappresentazioni mentali e fisiologia. La sintesi giusta potrebbe rifarsi ad una massima secolare ma di estrema attualità: mens sana in corpore sano.

 

Gianluca Bruno

Business Accelerator e Account Manager Formamentis

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