Che lavoro fare: guida all’orientamento al lavoro

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Che lavoro fare è proprio la domanda che oggi molti giovani si pongono. Il mercato del lavoro, infatti, attende inesorabile alla conclusione del periodo di studi e la continua trasformazione delle opportunità da cogliere richiede proprio una maggiore attenzione alle attività di orientamento al lavoro, rivolte soprattutto ai giovani.

Da diversi anni, l’orientamento al lavoro assume quindi un ruolo centrale non solo nella formazione dell’individuo, ma soprattutto come ago magnetico di una bussola che indica il percorso da seguire. Prima di cimentarsi nella ricerca del lavoro, è fondamentale, però, capire che cercare un lavoro non significa esattamente trovare un lavoro, né essere sicuri che sia quello giusto.

Ecco perché l’orientamento al lavoro inizia molto prima, nel momento in cui occorre effettuare la scelta del percorso formativo da intraprendere. È provato, infatti, che mettere a fuoco i propri obiettivi professionali significa essere facilitati nell’inserimento nel mondo del lavoro.
Porsi domande su se stessi, sulle proprie capacità e soprattutto porsi dei traguardi intermedi, significa sviluppare esperienze, conoscenze e competenze utili a conciliare le proprie aspettative con la realtà.

Cosa significa orientamento al lavoro e come può aiutare nella scelta di che lavoro fare oggi? Scopriamolo insieme.

Orientamento al lavoro: definizione e utilità

Orientamento al lavoro significa aiutare l’individuo a prendere coscienza di se stesso per consentirgli di individuare il percorso accademico prima e professionale poi, più adatto.

Individuazione delle competenze, determinazione delle aspirazioni, definizione delle capacità sociali e relazionali sono le principali finalità dell’orientamento al lavoro, un processo la cui importanza inizia ad emergere già negli anni 50, trasformandosi continuamente nel corso del tempo.

L’orientamento al lavoro si è evoluto fino ad arrivare a un approccio moderno che ha fatto tesoro delle esperienze passate ed ha migliorato decisamente le metodologie.

Prima, infatti, l’orientamento professionale era di tipo passivo, svolto principalmente dal contesto familiare e scolastico; solo in un secondo momento compaiono i test attitudinali e vengono impiegati i colloqui per comprendere le inclinazioni profonde della persona, ma l’approccio del giovane è sempre passivo, di chi subisce consigli e indicazioni.

Negli ultimi anni, invece, il processo è cambiato, il soggetto non è più passivo, ma diventa parte attiva nel processo di ricerca del lavoro.

Nell’approccio moderno di orientamento al lavoro, si tiene conto di una serie di fattori che devono portare l’individuo stesso a determinare il proprio percorso in maniera consapevole.
In particolare, ci riferiamo alle condizioni economiche e culturali, ai valori acquisiti, al contesto produttivo che lo circonda, tutti elementi che consentono al ragazzo di conoscere se stesso e le proprie attitudini, maturare ed individuare da solo il percorso che lo porterà ad inserirsi nel contesto sociale e professionale più adeguato.

Ecco perché l’approccio attivo da parte del soggetto, che viene affiancato e messo in condizioni di decidere da solo il percorso professionale da intraprendere.

Come orientarsi al lavoro e scegliere che lavoro fare

La risposta non è semplice, ma ci sono sicuramente alcuni accorgimenti che possono essere adottati per essere sicuri di trarre il massimo vantaggio dal percorso di orientamento al lavoro e scegliere con consapevolezza che lavoro fare.

Innanzitutto sarebbe opportuno affidarsi a chi, formato appositamente, può fornire un supporto valido all’orientamento al lavoro: un tutor o un’agenzia per il lavoro che sia in grado di guidare i giovani, dall’identificazione delle capacità richieste dal mondo del lavoro all’individuazione degli ambiti professionali e delle regioni che offrono maggiori opportunità fino ad arrivare alla determinazione del percorso professionale per consentire al giovane di apprendere le skills utili al raggiungimento della professione individuata.

Tutto questo, naturalmente, richiede una preventiva capacità di autoanalisi e individuazione delle proprie competenze da parte del giovane.

Dopo aver individuato il settore professionale da approcciare, occorre definire strumenti e modalità performanti per l’efficace ricerca di un lavoro in quel determinato ambito.

Il servizio di orientamento al lavoro deve, infatti, essere in grado di fornire ai giovani le strategie e gli strumenti necessari per prepararsi ad affrontare la ricerca del lavoro e, successivamente, un colloquio.

Sicuramente lo strumento più importante è il Curriculum Vitae, fondamentale per esprimere e valorizzare le proprie competenze e presentarsi ad eventuali datori di lavoro.

Consultare, quindi, innanzitutto, una buona guida cv e scrivere un’adeguata lettera di presentazione.

Questo, naturalmente, è il punto di partenza per la ricerca del lavoro, poi, occorre sfruttare tutte le potenzialità del web e dei social media per entrare in contatto con potenziali aziende e fissare colloqui.

Ricordate, in ultimo, che cercare un lavoro è un impegno, un’attività che richiede tempo, risorse, energie, ma soprattutto consapevolezza che la scelta di che lavoro fare è estremamente importante per il proprio futuro e, come tale, deve essere operata solo a seguito di una profonda conoscenza delle proprie attitudini, ma anche del contesto professionale nel quale si desidera operare, per essere quindi in grado di affrontare il colloquio con strategia, metodo ed entusiasmo.

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