Come affrontare un colloquio di lavoro

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Oscar Wilde diceva: “Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione“. È questo il caso del colloquio di lavoro! Scrivere un buon curriculum vitae, infatti, non è sufficiente per essere selezionati e poi assunti. L’ultimo gradino è proprio il colloquio, sia esso per un lavoro all’estero, uno stage, tirocini o ammissione presso istituti ed università estere.

A cosa serve il colloquio di lavoro

Solitamente, quando si viene ricontattati dai recruiter per una prima intervista, si verrà sottoposti a un colloquio conoscitivo. Il colloquio serve al selezionatore per capire se proprio voi siete la persona adatta a ricoprire quel ruolo, affrontare un cambiamento, confrontarsi con un nuovo team e una nuova filosofia aziendale.

Un altro obiettivo altrettanto importante è comprendere qual è il vostro percorso di formazione e professionale, così da individuare il candidato con le competenze e le skills tecniche più adatte per una specifica posizione lavorativa.

In alcuni casi ci si potrebbe trovare di fronte a un colloquio in inglese o nella lingua principale del paese per cui ci si sta candidando, nel caso stiate rispondendo a un annuncio di lavoro all’estero. In tutti i casi, il colloquio conoscitivo, è i primo fondamentale step da superare e al quale, probabilmente, seguiranno ulteriori fasi come il colloquio di gruppo o un colloquio tecnico insieme ai referenti dell’area per la quale vi state candidando.

Consigli su come affrontare un colloquio di lavoro

Veniamo ora ad alcuni suggerimenti spesso sottovalutati, ma considerati invece molto influenti, su come affrontare un colloquio di lavoro e, possibilmente,superare questa prova per arrivare al secondo colloqui:

  1. La sera prima è consigliata una cena leggera che non disturbi il sonno rallentando la digestione.
  2. Andare a letto presto e puntare la sveglia con un anticipo sufficiente. Dormire almeno 8 ore è il minimo per arrivare riposati all’incontro.
  3. Curare l’igiene personale: no alla forfora nei capelli o sugli indumenti, né al cibo tra i denti. Lavare i denti prima di sedersi di fronte all’esaminatore è prima d’ogni cosa una questione di rispetto.
  4. Curare l’abbigliamento, il che non vuol dire presentarsi in giacca e cravatta (anche perché a volte troppa formalità può risultare fuori contesto), ma scegliere abiti puliti, stirati e ordinati. L’outfit insieme alla stretta di mano, funge da biglietto da visita.
  5. Portare con sé una copia del cv possibilmente stampata a colori e in buone condizioni. Assicurarsi anche di avere con sé un documento di riconoscimento valido.
  6.  Sapere sempre con chi si dialogherà: accertarsi quindi per tempo del nome, il cognome e la carica della persona che farà il colloquio.
  7. Puntualità: arrivare almeno 5 minuti prima dell’orario stabilito, ma non troppo in anticipo. In caso di imprevisti e ritardi avvisare sempre telefonicamente.

Come presentarsi ad un colloquio di lavoro: meglio da soli e sorridenti

  1. Evitare di farsi accompagnare da amici o peggio ancora dai parenti perché risultereste poco professionali.
  2. Presentarsi con garbo e approccio positivo. Una stretta di mano troppo vigorosa o uno sguardo cupo potrebbero essere segnali negativi, motivo di esclusione.
  3. Prendere posto soltanto dopo che le altre persone presenti si saranno sedute o comunque attendere che sia l’intervistatore a chiedere di accomodarsi.
  4. Spegnere il telefonino e qualsiasi altro dispositivo possa essere fonte di disturbo.

Concentrazione e attenzione alle domande!

Non tutti sanno che spesso il colloquio ha inizio ancor prima di sedersi, ad esempio durante l’attesa in sala. In questo momento, così come al momento dell’ingresso e della presentazione, è importante prestare attenzione alla postura, alla mimica facciale e anche a non trasmettere ansia o agitazione eccessivi guardando l’orologio di continuo o tormentandosi le unghie delle mani. Piuttosto, è consigliabile leggere una rivista di settore o un libro pertinente, in linea con la posizione per cui ci si è candidati.

La postura inoltre è molto importante anche durante il colloquio: no a gambe accavallate o braccia conserte, sì invece a una posizione rilassata e uno sguardo partecipe, senza fissare con insistenza l’interlocutore. Non giocherellare con oggetti, capelli ma usare le mani per accompagnare discretamente il discorso, mostrando interesse con lievi cenni del volto.

TONO DI VOCE E ATTEGGIAMENTO

  1. Usare sempre un tono di voce non troppo basso ma abbastanza chiaro, per farsi comprendere meglio ma anche per far capire di aver compreso a pieno il discorso.
  2. Rispondere alle domande in maniera esaustiva, senza dilungarsi troppo ma non rispondere mai a monosillabi. Saper argomentare, anche in lingua inglese, è decisivo.
  3. Non interrompere l’interlocutore.
  4. Prendere però parte al discorso rispettando i tempi d’attesa tra domanda e risposta.
  5. Se non si conosce una risposta a una domanda, non arrampicarsi sugli specchi. Essere sinceri in alcuni casi premia.
  6. Sii pronto a ricevere anche domande inaspettate o molto personali.
  7. Sii pronto alle critiche, rendendole costruttive e non vivendole come attacchi personali da cui difendersi.
  8. Non criticare mai i tuoi ex datori di lavoro. Anche il mondo lavorativo è davvero piccolo ma soprattutto la critica non metterà certamente in luce i tuoi pregi.
  9. Leggi la mimica facciale e la gestualità dell’esaminatore per capire come sta andando il colloquio ed eventualmente correggere il tiro.