Crediti ECM: cosa sono e come acquisirli

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La formazione continua non interessa solo le aziende, ma anche altre categorie professionali, in particolare il personale medico e assume la dicitura di ECM, acronimo di Educazione Continua in Medicina, il processo attraverso il quale il personale medico acquisisce nuove conoscenze, abilità e competenze per rispondere prontamente alle richieste dei pazienti ed essere sempre pronto a svolgere una pratica competente ed esperta.

Tutti i professionisti attivi nel settore sanitario, infatti, hanno l’obbligo di prendersi cura dei propri pazienti forti di un aggiornamento continuo che il Programma nazionale ECM riconosce e promuove.

L’avvio del programma di formazione continua in medicina è iniziato nel 2002, dopo l’emanazione del DLgs 502/1992 integrato dal DLgs 229/1999 che avevano istituito l’obbligo della formazione continua per i professionisti della sanità.

Si tratta di un forte messaggio rivolto alle professioni sanitarie che definisce un approccio moderno basato sulla cultura, sulla conoscenza e sullo sviluppo delle competenze individuali.

Vediamo insieme, nello specifico, i crediti ECM e come acquisirli.

 

Cosa sono i crediti ECM

I crediti ECM sono numeri che indicano la quantità della formazione acquisita dai professionisti in campo medico.

A seguito dell’attività di formazione svolta, il Provider assegna un determinato numero di crediti ECM ai partecipanti, dopo aver attestato il loro grado di apprendimento, e ai tutor che hanno svolto l’attività di formazione.

Il Provider è un soggetto attivo e qualificato da una istituzione pubblica ad elargire attività di formazione continua nel settore sanitario. Il Provider può realizzare attività idonee ad attribuire crediti ECM rilasciando il relativo attestato ai partecipanti.

In base al Regolamento applicativo del 13 gennaio 2010, i crediti ECM sono riconosciuti a livello nazionale.

Un’ulteriore annotazione riguarda la struttura dei crediti ECM.

I crediti sono strutturati in trienni, l’ultimo in vigore dal 2017 e fino al 2019.

In ogni triennio devono essere raggiunti 150 crediti ECM. La novità è nella suddivisione di questi crediti. Infatti, se prima vi era l’obbligo di frazionare i crediti e acquisirne 50 per ciascun anno, ad oggi quest’obbligo è scomparso, lasciando la libertà a ciascun professionista di conseguire i 150 crediti nel triennio come meglio crede.

 

Come ottenere i crediti ECM

I crediti ECM possono essere acquisiti in FAD, l’acronimo di Formazione A Distanza ed è il modo in cui ogni professionista medico può svolgere la sua attività obbligatoria di formazione continua per aggiornarsi e rispondere alle esigenze dei pazienti.

La modalità di formazione in FAD consente di abbattere le barriere della didattica tradizionale in maniera fortemente innovativa e consente al professionista, ovunque si trovi, di fruire delle lezioni e degli aggiornamenti secondo le sue esigenze ed essere, dunque, completamente autonomo nella scelta dei tempi e dei luoghi dedicati alla formazione per l’acquisizione dei crediti ECM.

 

Quanto costa un credito ECM

I crediti ECM sono a pagamento e non gratis ma fra le novità di maggior rilevanza per il professionista sanitario, introdotte nel 2016/1027, è la totale deducibilità delle spese per la formazione e aggiornamento professionale, un’ottima notizia per tutti i professionisti sanitari, obbligati ad acquisire crediti formativi ECM (Educazione Continua in Medicina).

Attualmente l’articolo 54 comma 5 del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. 917/1986 consente la deduzione per le spese di partecipazione a “convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale”, incluse quelle di viaggio e soggiorno, in misura del 50% del loro ammontare.

 

COSA CAMBIA PER IL PERSONALE MEDICO-SANITARIO

La novità chiave della nuova disciplina è la formazione, infatti essa consentirà:

  • La totale deduzione, entro il limite di 10.000 € annui, delle spese per l’iscrizione a corsi di formazione, master e aggiornamento professionale. Sono deducibili al 75% le spese di vitto e alloggio ed al 50% i viaggi per la formazione, ma le spese non possono superare il 2% di tutti i compensi dichiarati nell’anno.
  • La totale deduzione, entro il limite di 5.000 €, delle “spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità” mirati a “sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro” ed erogati dai centri per l’impiego o dai soggetti accreditati a svolgere funzioni e compiti in materia di politiche attive per il lavoro;
  • La totale deduzione delle spese per assicurarsi contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo.
  • Di equiparare i lavoratori autonomi alle piccole imprese per l’accesso ai fondi europei, nazionali e ragionali.

Un cambiamento fiscale non da poco che sicuramente rappresenterà un impulso per incentivare la formazione professionale soprattutto nell’ambito dei corsi ECM, obbligatori per legge.

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