Fondi Interprofessionali: come redigere un piano formativo

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Il piano formativo aziendale è un progetto che contiene gli obiettivi e la descrizione delle azioni formative che l’impresa intende implementare grazie ai Fondi Interprofessionali.

Ciascuna impresa, infatti, come sappiamo, può destinare alla formazione finanziata il 70% dello 0,30% del monte salari versato ai propri dipendenti all’Inps, aderendo a un Fondo Interprofessionale. Questa somma viene raccolta nel Conto Formazione, una sorta di salvadanaio che l’azienda ha a disposizione e da cui può attingere fondi per finanziare la formazione dei propri dipendenti.

La formazione dei dipendenti avviene, appunto, tramite i corsi di formazione promossi dall’azienda e attivati proprio grazie ai Fondi Interprofessionali.

Naturalmente, il processo di attivazione dei corsi di formazione necessita di una pianificazione che identifichi, come già anticipato, le esigenze formative dei dipendenti dell’impresa. Vediamo ora alcune linee guida per redigere un piano formativo.

 

IL PIANO FORMATIVO IN 5 PASSI

Il piano formativo è un progetto costruito su misura per l’azienda, necessario ad esplicitare le motivazioni che spingono l’impresa ad investire nell’aggiornamento dei propri dipendenti le risorse contenute nel suo Conto Formazione.

Le esigenze di adeguamento e sviluppo delle competenze dei lavoratori sono tra gli obiettivi cardine per l’impresa che deve assicurarsi l’approvazione dei piani formativi redatti. Ecco perché si consiglia, in primo luogo, di rivolgersi ad agenzie specializzate nella redazione di piani formativi aziendali che permettono l’accesso ai Fondi Interprofessionali.

In estrema sintesi, ecco i passi da seguire per redigere il progetto.

 

1. ANALISI DEI FABBISOGNI DELL’AZIENDA E REPORT

L’analisi è sicuramente il primo passo.
L’azienda o l’agenzia incaricata della redazione dei piani formativi deve effettuare un’analisi dei fabbisogni dell’impresa, una sorta di check up preventivo che individui le esigenze formative dei dipendenti e gli obiettivi fondamentali che si desidera raggiungere dal punto di vista della formazione.
Dopo aver effettuato un’analisi completa, occorre redigere un report che racchiuda tutte le informazioni raccolte e che servirà da base per la redazione dei piano formativo aziendale.

Nel report vengono evidenziati il settore nel quale opera l’impresa, le innovazioni periodiche che vengono introdotte, i dipendenti che svolgono un ruolo chiave all’interno dell’impresa e ogni altro aspetto che l’Agenzia, in concerto con la dirigenza, ritiene utile ai fini della redazione del piano.

2. ELABORAZIONE DEL PROGETTO E PROPOSTA FORMATIVA

Dopo l’analisi è il momento di elaborare la proposta formativa, spesso in collaborazione con il Rappresentante Legale dell’azienda.
La proposta traduce i bisogni formativi analizzati in veri e propri obiettivi di apprendimento. In questa fase vengono identificati obiettivi generali e specifici: gli obiettivi generali rappresentano i percorsi formativi necessari all’impresa nel suo complesso, gli obiettivi specifici, invece, sono correlati alla figura professionale e ai ruoli ricoperti da ciascun dipendente, differenziandoli sulla base delle mansioni svolte da ciascuno.
Nell’elaborazione della proposta formativa rientra anche la definizione degli obiettivi da conseguire con il piano formativo, che non deve limitarsi all’acquisizione di mere nozioni, ma deve mirare soprattutto ad una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori dei comportamenti da utilizzare nello svolgimento delle proprie attività.

3. REDAZIONE DEL PIANO FORMATIVO

Siamo arrivati alla redazione del piano formativo aziendale, la fase che vede la vera e propria stesura del progetto.
Nei piani formativi redatti dall’Agenzia preposta vengono inseriti i progetti formativi, l’articolazione temporale (di norma non più di 12 mesi dalla data di avvio delle attività), le metodologie e i dipendenti coinvolti. Tutto questo in maniera coerente con l’analisi e la definizione degli obiettivi da raggiungere.

Per la redazione dei piani formativi aziendali, occorre seguire un formulario ben definito dalle linee guida stabilite da ciascuno dei Fondo.

Fondimpresa, ad esempio, è uno dei Fondi Interprofessionali più complessi dal punto di vista della redazione del piano formativo da presentare per poter accedere al finanziamento dal Conto Formazione.

Due degli aspetti che compongono i piani formativi sono particolarmente importanti ai fini della formazione finanziata: metodologie e innovazione.

Nel primo caso, è necessario esplicitare in maniera molto chiara le edizioni dei corsi e la definizione delle relative aule. L’azienda, infatti, durante lo svolgimento dei corsi di formazione, non può rimanere senza dipendenti. Ecco perché è importante che il piano formativo sia organizzato in modo da consentire un’alternanza dei lavoratori a ciascun corso e pianificare le lezioni in modo da consentire a tutti i dipendenti interessati di partecipare a rotazione.

L’altro aspetto riguarda l’innovazione. Poiché il piano formativo può coprire un periodo massimo di 12 mesi, è necessario prevedere un aggiornamento del progetto se e quando, in quest’arco temporale, nell’azienda subentrano delle innovazioni di prodotto, di processo o di macchinari su cui occorre formare i dipendenti.

4. PRESENTAZIONE DEI PIANI FORMATIVI

Una volta redatti, i piani formativi aziendali devono essere presentati dalle imprese aderenti, secondo le modalità determinate dalle linee guida di ciascun Fondo Interprofessionale e in generale, con l’ausilio della rispettiva piattaforma informatica.
Segue, poi, l’istruttoria e la valutazione dei piani sulla base dei requisiti e della conformità ai criteri previsti dalle linee guida, che, di norma, si conclude entro 30 giorni dalla loro trasmissione.
In caso di esito positivo, il Fondo approva l’accesso alle risorse fino ad un massimo di due terzi del costo complessivo preventivato e tenendo conto della disponibilità del Conto Formazione e autorizza l’azienda a dare seguito alle attività. L’erogazione del finanziamento avviene a seguito dell’approvazione del rendiconto finale

5. MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEI PIANI FORMATIVI

Il monitoraggio e la valutazione rappresentano l’ultima fase del ciclo di vita dei piani formativi. Attraverso interviste mirate, si cerca di capire il grado di soddisfazione dei dipendenti e l’utilità, a livello operativo, dei corsi attivati.
La fase di valutazione determina, quindi, il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento, la coerenza tra le attività svolte e le procedure utilizzate, nonché il comportamento e i risultati raggiunti.
Questa fase è particolarmente importante e determinante ai fini delle eventuali modifiche da apportare in fase di rilevazione dei fabbisogni e delle progettazione dei futuri piani formativi aziendali.

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