Opportunità di lavoro all’estero: ragazza alla pari

Garanzia giovani

Tra le opportunità più interessanti per lavorare all’estero troviamo la figura dell’au pair.

Au pair, che dal francese viene tradotto letteralmente come “alla pari”, identifica una persona che desidera vivere un’esperienza di lavoro all’estero alloggiando presso una famiglia e vivendone le dinamiche quotidiane, in una condizione equa, aperta e solidale.

Imparare una nuova lingua e una nuova cultura, vivendo al contempo un’esperienza di lavoro senza spese eccessive sono solo alcuni dei vantaggi che comporta lavorare come ragazza alla pari.

Vediamo nel dettaglio cosa significa essere ragazza alla pari e come diventarlo.

Chi è la ragazza alla pari o au pair

Sebbene i ragazzi alla pari siano una categoria in rapida ascesa, questa tipologia di lavoro e di esperienza resta una prerogativa femminile. È questo il motivo per il quale si parla sempre più spesso di ragazza alla pari quando ci si riferisce allo scambio culturale che avviene secondo queste specifiche dinamiche.

Molto semplicemente, la ragazza alla pari è una ragazza con età compresa tra i 18 e i 30 anni (per alcuni Paesi Europei l’età limite per diventare au pair è 25 o addirittura 24 anni) che viene ospitata in una famiglia nel Paese nel quale desidera fare questa esperienza.
In cambio di vitto e alloggio gratuito, la ragazza alla pari si occupa dei bambini e talvolta delle faccende domestiche, principalmente legate ai bambini di cui si prende cura mentre i genitori sono a lavoro.

Non è una donna di servizio, non viene assunta dalla famiglia presso la quale alloggia, non è una tata, ma diventa a tutti gli effetti una persona di famiglia, che vive in prima persona la quotidianità della famiglia come ne fosse un componente.

Ecco dunque, che tra le principali mansioni di una ragazza alla pari figurano l’accudire i bambini, accompagnarli a scuola, giocare con loro, preparargli il pranzo e la cena, svolgere piccole mansioni domestiche come caricare la lavatrice, la lavastoviglie, insomma, una gestione a 360° dei piccoli di casa.

La famiglia che accoglie la ragazza alla pari può anche riconoscere una piccola pocket money, a seconda delle ore di impegno settimanali dell’au pair.

Come diventare ragazza alla pari

Diventare ragazza alla pari non è particolarmente complesso, si può decidere di affidarsi ad un’agenzia che s occupa dell’organizzazione completa dell’esperienza oppure cimentarsi nella ricerca in totale autonomia

In entrambi i casi, è opportuno conoscere l’iter da seguire, i requisiti necessari e come affrontare nel modo giusto questa nuova avventura.
Prima di tutto, bisogna scegliere la lingue che si desidera approfondire ed esercitare e, di conseguenza, il Paese nel quale recarsi.

Solo successivamente si procede con la ricerca della famiglia alla quale richiedere ospitalità.

Se ci si affida ad un’agenzia, saranno loro a mettere in contatto famiglie che hanno aderito al programma con chi ha fatto richiesta di diventare ragazza alla pari. Se invece, agite in autonomia, esistono una serie di portali online sui quali sono presenti le famiglie disposte ad accogliere au pair.

A questo punto è importante contattare la famiglia, conoscerla, anche attraverso chiamate Skype, assicurarsi della sua serietà e chiarire dubbi, perplessità e incertezze varie; se necessario, parlare anche con le precedenti ragazze alla pari, che siano ancora in famiglia o meno, per accertarsi delle condizioni di ospitalità.

Dopo aver preso accordi, se siete in possesso delle qualità richieste dalla famiglia e tutti i vostri documenti sono in regola, potrete prepararvi a partire.

È bene sapere che, ad eccezione della Germania e degli USA, le spese di viaggio sono a carico della ragazza alla pari, sempre a patto che non sia stato convenuto diversamente tra la au pair e la famiglia di destinazione.

Ultimo aspetto da considerare riguarda le caratteristiche della au pair: se decidete di affidarvi ad un programma definito da un’agenzia, occorrerà rispettarne i requisiti. Ad esempio, potreste dover avere già una comprovata esperienza con i bambini, la patente di guida, la buona salute fisica e nessun precedente penale, solo per citarne qualcuno.

Diritti e doveri di una ragazza alla pari

Sebbene si tratti di uno scambio, esistono comunque obblighi e diritti per le ragazze alla pari che decidono di affrontare questa esperienza di lavoro all’estero.

Tra i principali obblighi figurano i compiti che abbiamo già indicato precedentemente e che afferiscono in particolare alla cura e alla sicurezza dei bambini.

Gli orari di lavoro variano in base alla tipologia di figura che si riveste: tutor, au pair, demi-au pair e au pair plus e vanno da un minino di 5/6 ore al giorno ad un massimo di 40 ore settimanali con diritto a giorni, fine settimana e serate di riposo.

I diritti di una ragazza alla pari, invece, variano da paese a paese, ma in linea generale possiamo indicarne alcuni tra i più comuni.

Ogni ragazza alla pari avrà diritto ad una settimana di ferie pagate ogni sei mesi di soggiorno all’estero, quanto, invece ai permessi, variano a seconda del ruolo ricoperto, ma in genere parliamo di un giorno e mezzo libero a settimana, 3/4 sere libere a settimana e un weekend libero al mese.

L’au pair, inoltre, può decidere di estendere il programma per 6, 9 oppure altri 12 mesi.

La ragazza alla pari potrebbe avere anche una piccola paga settimanale e dei diritti ulteriori, che variano a seconda della categoria di appartenenza. La paga può andare dai 60 €/settimana previsti per le tutor ai 120 €/settimana per l’au pair plus, ma questo aspetto dipende molto dal possesso di alcuni requisiti (laurea, conoscenza della lingua inglese, ecc.).

Insomma, essere ragazza alla pari rappresenta un’ottima opportunità per migliorare la conoscenza della lingua e vivere all’estero per diversi mesi, senza tuttavia investire grosse somme di denaro. Se vissuta nel modo giusto, inoltre, può essere il trampolino di lancio per il mondo del lavoro, anche nel proprio paese di origine.
Vivere e lavorare come ragazza alla pari significa confrontarsi con realtà, usi e costumi molto diversi da quelli a cui si è abituati ed è l’occasione per sviluppare sicurezza di sé, autonomia e spirito di adattamento, qualità decisamente utili nel mondo del lavoro

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