Necroforo o becchino: cosa fa e come diventarlo

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Il mestiere del necroforo, anche noto come becchino, è sicuramente, tra i profili professionali più particolari, atipici e delicati. Non è raro che si approdi in questo settore dopo aver praticato professioni infermieristiche o d’assistenza in strutture ospedaliere, carcerarie o cliniche. Le ditte di onoranze funebri, infatti, decidono spesso di avvalersi di personale paramedico che abbia prestato servizio in corsia per diventare poi operatore funebre.

Cosa fa il necroforo

Il necroforo o becchino, è la persona che si occupa di tutte quelle pratiche da sbrigare quando vi è un decesso. Svariate sono le sue mansioni: può occuparsi delle procedure di vestizione del defunto, del trasporto (il portantino funebre), del seppellimento, o eventualmente della cremazione, ecc. In alcune agenzie di pompe funebri, spesso, il becchino è anche addetto alla vendita degli arredi mortuari e all’affissione dei manifesti funebri.

È un’attività che richiede una particolare formazione tecnica ma, soprattutto, morale, questa risulta, infatti, condicio sine qua non per essere in grado di relazionarsi in maniera corretta con la salma oltre che, ovviamente, con chi vive la perdita.

Come diventare necroforo

Per acquisire le giuste competenze tecniche e di approccio è necessario prendere parte ad un corso di necroforo con esame e qualifica finale. Il più delle volte sono corsi dalla durata variabile che possono durare da un paio di giorni a più settimane.

Una volta conseguimento il titolo, la ricerca di lavoro può muoversi su due fronti: il settore privato, candidandosi direttamente presso le agenzie funebri, o il settore pubblico, partecipando ai bandi di gara per necrofori indetti dai Comuni.

Fondamentali per un ottimale svolgimento della mansione sono le soft skills. Il necroforo deve essere cortese e deve saper mantenere un profilo basso ma, allo stesso tempo, non è una mansione consigliata a soggetti particolarmente empatici che potrebbero lasciarsi trasportare dai forti momenti di emotività e dalla vista, pressoché quotidiana, dei defunti.

Altre informazioni sulla professione di necroforo

Il necroforo non ha dei turni di lavoro prestabiliti e generalmente è richiesta anche disponibilità per chiamate notturne.

La figura professionale del necroforo in Italia è poco valorizzata, anche per via della superstizione, mentre in America il necroforo è una persona che contribuisce a 360° all’organizzazione e allestimento della funzione religiosa.

È molto importante che coloro i quali vogliano intraprendere questo percorso professionale abbiano consapevolezza dell’importanza del proprio ruolo. Infatti, gli addetti alle onoranze funebri sono fondamentali anche per la costruzione dell’immagine dell’azienda stessa, essendo tra le prime figure che il familiare in lutto incontra.

La parola d’ordine è “rispetto”: per il defunto, per il dolore dei suoi cari e per la privacy che questi delicati momenti impongono, elementi fondamentali soprattutto nelle realtà dei piccoli centri urbani.