Come sta cambiando il mercato del lavoro: nuova rubrica FMTS

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Tra nuovi profili, remake di vecchie mansioni e ritorno alla gloria dei lavori di una volta, il mercato del lavoro è in continua evoluzione e, per non essere tagliati fuori, è necessario un aggiornamento costante sulle opportunità offerte dal mercato.

La nuova “Rubrica Lavoro” dell’APL

Cosa ci aspetta nel biennio 2019-2020? Quali saranno i profili professionali più richiesti? Conviene spingere ancora su una formazione in ottica ICT per garantirsi un posto di lavoro sicuro? Lo scopriremo insieme con la nuova rubrica di Fmts Lavoro, l’Agenzia Per il Lavoro di Formamentis Group che, all’interno della Rubrica Lavoro, approfondirà ogni settimana uno dei profili professionali più richiesti dal mercato.

Si alterneranno nuovi job profile, vecchie mansioni tornate prepotentemente alla ribalta e remake in ottica 2.0 di alcuni lavori. Ogni settimana, dunque, affronteremo nello specifico un profilo professionale tra i più richiesti in ottica del prossimo biennio, dettagliandone formazione, competenze, know how e principali attività.

Per ogni profilo scelto individueremo:

  • Job description approfondita;
  • Come nasce il profilo;
  • Dati attuali e prospettici da 1 a 5 anni;
  • Il migliore percorso formativo che potrà garantire le giuste competenze di base;
  • Le soft skills personale che il candidato ideale dovrà avere;
  • Le hard skills richieste;
  • Eventuali esperienze precedenti che potrebbero aver trasferito un know how di base;
  • Il settore economico target delle aziende che potrebbero chiedere questo profilo;
  • La RAL media prevista.

Vi sveliamo i primi tre profili che tratteremo nella rubrica:

  1. Candidate Manager (categoria b, evoluzione di un profilo).
  2. Virtual Visual Merchandiser (categoria a, nuovo profilo).
  3. Saldatore (categoria c, profilo dal passato).

Come sta cambiando il mercato del lavoro in Italia

Come detto, il mercato del lavoro, ormai da anni, sta subendo sostanziali ed evidenti trasformazioni. I fattori alla base di tali cambiamenti sono molteplici e differenti: la tecnologia, i nuovi mercati, la demografia, le politiche attive e, soprattutto, la crisi economica. Mutamenti in atto ormai da una decina d’anni e che, probabilmente, caratterizzeranno anche i prossimi dieci.

Un’analisi completa è impossibile ma si possono evidenziare sinteticamente alcuni elementi principali: occupazione giovanile in calo, occupazione over 50 e occupazione femminile in crescita, tipologie di contratti a tempo determinato in aumento, mismatch tra competenze acquisite e abilità richieste.

In sintesi, il mercato del lavoro italiano è poco efficiente, tanto da meritare la quart’ultima posizione tra i 28 paesi membri dell’Unione Europea e il 79° posto al mondo su 140 Paesi censiti, dietro anche a nazioni come Perù, Nigeria e India.

I dati parlano chiaro: l’Italia, a livello europeo e mondiale, si trova agli ultimi posti. Una situazione che, considerando alcuni aspetti, non sorprende. La domanda supera notevolmente l’offerta, senza contare che molte aziende ricercano profili specifici che, nella nostra nazione, si fa fatica a reperire.

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