Che cos’è l’Outplacement e come funziona

Outplacement

Outplacement significa letteralmente ricollocamento e identifica una particolare attività di consulenza nel settore delle risorse umane.

Principalmente, l’Outplacement si preoccupa di accompagnare le risorse umane nel loro percorso professionale, dalla ricerca del lavoro fino ad nuovo reinserimento lavorativo necessario nel momento in cui il lavoratore si trova in condizioni di esubero nell’impresa per la quale lavora; l’Outplacement, infatti, può essere attivato a seguito di una richiesta dell’azienda in cui il dipendente sta per essere licenziato.

Si tratta di un’attività che solo a metà degli anni ‘80 fa la sua comparsa in Italia, sebbene il suo sviluppo sia decisamente più recente; il riferimento normativo dell’outplacement è da individuarsi nel D.L. 276 del 2003 e si tratta di un servizio regolato dal Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali.

Vediamo nel dettaglio cos’è e come funziona l’Outplacement.

Outplacement: significato e informazioni sul servizio

Abbiamo già individuato l’obiettivo principale dell’Outplacement, favorire, cioè, il reinserimento lavorativo del dipendente.

L’Outplacement sostanzialmente accompagna le risorse umane in uscita da un’azienda nella ricerca di nuove opportunità di lavoro.

È un servizio, infatti, che si preoccupa di aiutare chi deve trovare lavoro dopo i 40 anni o dopo i 50 e favorisce la diffusione di una maggiore flessibilità nel mondo del lavoro, avvicinando l’Italia ai modelli degli altri paesi europei e consentendo, in prospettiva, una forte riduzione dell’impiego di ammortizzatori sociali, pervenendo anche ad un notevole risparmio in termini economici.

L’Outplacement come strumento di riqualificazione professionale si rivolge ai quadri aziendali, ai dipendenti di vario livello e agli operai con contrattazione collettiva e attraverso appositi corsi di gruppo.

Vediamo ora la modalità di attuazione dell’outplacement.

Come funziona il reinserimento lavorativo con l’Outplacement

L’attività di outplacement presuppone la presenza di tre soggetti fondamentali:

  1. l’azienda, che conferisce all’ente l’incarico di affiancare il dipendente che sta per licenziare (o porre in cassa integrazione o mobilità) durante tutto il processo di reinserimento lavorativo;
  2. la società o l’ente che eroga il servizio di outplacement e si impegna a seguire il candidato a tempo indeterminato, fino all’avvenuto reinserimento nel mercato del lavoro;
  3. il candidato, ovvero il lavoratore, che si impegna a seguire il programma di ricollocamento stabilito dalla società fornitrice del servizio.

Questi tre soggetti collaborano tra loro, ognuno con doveri specifici: l’azienda, ad esempio, deve farsi carico del costo dell’operazione (coprendo per circa il 15% della retribuzione annua del lavoratore), la società di Outplacement è tenuta a fornire al candidato mezzi e servizi per favorire in tempi ragionevoli il ricollocamento professionale e il candidato ha l’obbligo di impegnarsi nella ricerca del lavoro.

La procedura per accedere al servizio

L’Outplacement può essere previsto dal contratto di lavoro o da un accordo tra il dirigente, nel caso specifico, e l’azienda; il servizio, dunque, può essere fornito prima, dopo o durante il periodo di preavviso di licenziamento, rispettando una particolare metodologia che prevede tre fasi consequenziali.

Vi è infatti una prima fase, in cui ha luogo l’incontro preliminare con il candidato, durante il quale vengono spiegate le opportunità e le potenzialità del servizio di outplacement e le modalità in cui si svolgerà. Non si tratta di un obbligo, ma sicuramente viene trasmessa l’utilità per il lavoratore ai fini del reinserimento professionale.

La seconda fase ha natura psicologica, viene infatti seguita da un professionista in grado di infondere sicurezza e positività ai lavoratori. In questo stadio, vengono forniti ai candidati strumenti principalmente per analizzare sé stessi e la propria personalità, individuare i propri punti di forza e di debolezza, fino a percepire in maniera autonoma le proprie potenzialità e aspettative.
Questa fase è molto utile ad avere informazioni necessarie alla realizzazione funzionale ed efficace del terzo e ultimo stadio, ad esempio serve a capire se il candidato è alla ricerca di un altro lavoro come dipendente o come libero professionista.

Il focus dell’ultima fase dell’Outplacement riguarda, appunto, le opportunità professionali per il reinserimento lavorativo delle risorse umane e le possibili alternative occupazionali sulla base delle esperienze e delle aspettative del candidato emerse dai momenti precedenti.

L’outplacement mira anche al miglioramento e al perfezionamento dei modelli di comunicazione verbale, scritta e telefonica del candidato e contestualmente gli consente di predisporre un curriculum adeguato e presentarsi in maniera ottimale ai nuovi potenziali datori di lavoro.

I vantaggi per il candidato

Visto in quest’ottica, il servizio di Outplacement possiede una serie di vantaggi per il candidato e per le azienda.

Sicuramente per il lavoratore è un’ottima opportunità per capire quali sono le sue aspettative e quali le opportunità professionali esistenti, d’altro canto, le aziende possono godere di vantaggi di natura economica, perché possono inserirlo come benefit nel pacchetto di buonuscita concordata, e d’immagine perché l’interesse dimostrato per le sorti del dipendente giova sicuramente alla reputazione dell’azienda, abbassando contestualmente i toni di eventuali controversie e malumori che potrebbero sorgere.

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