Il programma Erasmus compie 30 anni

Erasmus compie 30 anni

Il programma Erasmus nasce nel 1987 e proprio in questi giorni festeggia il suo trentesimo compleanno.

Erasmus è uno dei programmi dell’Unione Europea che, negli anni, ha avuto maggior successo; prima del programma Erasmus, la formazione all’estero era una esclusiva prerogativa dei ceti più abbienti, sicuramente, quindi, non alla portata di tutti.

Solo dopo la sua nascita, giovani e meno giovani provenienti da ogni paese europeo hanno avuto e continuano ad avere la possibilità di acquisire nuove esperienze all’estero e allargare i propri orizzonti frequentando percorsi formativi, professionali e di volontariato in paesi stranieri.

Breve storia del progetto Erasmus

Sappiamo tutti che il programma Erasmus ha permesso dal suo esordio a milioni di studenti e professionisti di vivere esperienze uniche, in un’ottica di integrazione europea che si esprime proprio nella formazione.

La storia del programma Erasmus inizia ufficialmente nel maggio del 1987, quando a Bruxelles il Consiglio è chiamato a votare la delibera che dovrebbe dare avvio al programma di studio all’estero.

In realtà, già nel 1958 si ravvisano le prime richieste di riconoscimento di esami e studi effettuati all’estero, quando, infatti, Sofia Corradi, giovane aspirante pedagogista, decide di combattere per farsi riconoscere in Italia tre esami e la laurea conseguiti alla Graduate School of Law della Columbia University.

La sua richiesta viene rifiutata con disprezzo, ma sicuramente rappresenta il punto di partenza per una riflessione più ampia che ha condotto all’elaborazione dell’idea.

Definita l’idea, occorre solo metterla in pratica. Dopo lunghe battaglie, la proposta viene sottoposta all’attenzione del Consiglio, a Bruxelles, nel fatidico anno ormai noto.
Il nome che viene dato al progetto è, appunto, Erasmus, coniato da Domenico Lenarduzzi, figlio di friulani emigrati in Belgio.

Inizialmente, gli inglesi oppongono a questi scambi interculturali, ma si arrendono presto di fronte all’unanime consenso che arriva dagli altri paesi membri.

Il 15 giugno 1987 la delibera viene ratificata e così, non senza difficoltà, il programma Erasmus parte, con 11 paesi partecipanti e 3200 studenti che decidono di partire per vivere un’esperienza in un paese diverso dal proprio.

Nel 2014, poi, nasce il programma Erasmus+, che riunisce in un unico ambito UE tutte le iniziative adottate nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, con 33 paesi e un aumento di 2 milioni di persone partecipanti al progetto in soli 3 anni.

I numeri del Programma europeo a 30 anni dal suo esordio

Quest’anno Erasmus compie 30 anni e viene celebrato con una serie di cerimonie: a Strasburgo, alla presenza del presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, e del presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, in Campidoglio, alla presenza della ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, e di numerosi studenti, con una serie di iniziative promosse dalle associazioni in tutta Italia e con eventi organizzati in tutta Europa per tutto il 2017.

Dal 1987 ad oggi, Erasmus ha consentito la formazione di oltre 9 milioni di studenti, principalmente dall’Europa del sud, solo il programma Erasmus+ si propone di sostenere 4 milioni di persone tra il 2014 e il 2020.

Negli anni, le mete preferite per la formazione, anche professionale, sono state Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Portogallo.

Il riscontro da parte dei partecipanti conferma che il tempo trascorso all’estero con il programma Erasmus+ è ben investito: il 94 % afferma di avere migliorato le proprie competenze e l’80 % ritiene che la partecipazione al programma abbia aumentato le opportunità professionali, uno studente su tre, ad esempio, riceve un’offerta di lavoro dall’impresa ospitante.

Insomma, in 30 anni, il programma Erasmus si è configurato come un vero e proprio esempio di globalizzazione, è riuscito a cambiare profondamente le persone, dando vita ad una generazione di giovani più dinamici, persone che si sentono sempre di più cittadini europei e, in diversi casi, ha contribuito a generare incontri da cui sono nate famiglie multietniche.

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