Il Ruolo Fondamentale delle Apl nell’ambito del Reddito di Cittadinanza

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A pochi giorni dal via della seconda fase del Reddito di Cittadinanza, si discute sull’importanza delle Agenzie Per il Lavoro (APL) per favorire l’incontro tra domanda e offerta che vede coinvolti i beneficiari del sussidio e il mercato del lavoro. A tal proposito, Assolavoro, l’associazione di rappresentanza delle APL, ha formulato una serie di proposte affinché le Agenzie Per il Lavoro, da essa rappresentate, possano partecipare attivamente al Reddito di Cittadinanza.

Le proposte di Assolavoro

Le proposte avanzate da Assolavoro, principalmente, sono state quelle di lasciare il ruolo di regia e controllo dell’istituzione pubblica nell’ambito della rete per i servizi al lavoro. Nello specifico si è proposto:

  1. un ruolo chiave dei centri per l’impiego per le attività sul Rdc e sistemi informatizzati che collegano le Apl private;
  2. di mantenere l’istituto dell’assegno di ricollocazione (Adr) con i servizi qualificati per aumentare l’occupabilità del cittadino titolare dell’assegno;
  3. il mantenimento del criterio del costo standard, diffuso a livello nazionale dopo che il modello di mercato del lavoro in Lombardia ha fatto da apripista, anche con Garanzia giovani;
  4. la revisione dell’obiettivo del contratto di lavoro a tempo indeterminato, per il titolare di Rdc, e l’introduzione, invece, analogamente all’Adr, di un percorso di inserimento anche a tempo determinato con successivi interventi di tutoraggio;
  5. un sistema di incentivazione che debba essere rivisto contemplando il successo anche nei casi di stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato o di somministrazione.

Attualmente il Ministero del Lavoro chiama le agenzie in suo soccorso per rendere operativo il reddito di cittadinanza. Ma il successo del Rdc dipende dalla collocazione dei lavoratori e gli unici che intermediano con successo la domanda di lavoro privato, non protetto, sono proprio le agenzie di somministrazione.

L’importanza del ruolo delle APL

In materia di orientamento e incrocio domanda-offerta di lavoro, le agenzie private sono sul mercato italiano da oltre 30 anni. Per questo le APL possono avere un ruolo di rilevanza per quanto riguarda la formazione dei cosiddetti “navigator”.

Il lavoro delle APL è un lavoro delicato, che implica la conoscenza di molteplici elementi, dall’andamento del mercato alle aziende del territorio e che, dunque, non può essere improvvisato. Le agenzie, grazie alla loro esperienza pluridecennale nel settore, possono risultare un valido supporto.

Con l’entrata in vigore del Dl Dignità, nel luglio 2018, le imprese hanno potuto usufruire del regime transitorio per rinnovare alcuni contratti e molte delle persone che lavoravano in somministrazione sono state stabilizzate dalle stesse agenzie, per evitare cause e assicurare la continuità lavorativa.

Tuttavia, in alcuni casi ciò non è stato possibile e, dunque, quando i contratti a tempo determinato via via scadranno, si porrà il problema di come rinnovarli. C’è sicuramente il rischio di un forte aumento del turn over ma molte aziende potrebbero addirittura non riassumere nessuno, in quanto gli indicatori economici ci evidenziano numeri che vanno a gravare sugli imprenditori che avrebbero, invece, bisogno di incentivi e flessibilità.

Primi dati e prospettive future

Questa prima fase del Rdc ci ha riportato dei dati importanti sulle mansioni e sull’andamento del mercato che va, sempre più, verso la grande distribuzione organizzata, food, servizi di pulizia e quelli alle persone, tra i servizi alla persona “più di tendenza” rientrano le mansioni di badante e assistenza agli anziani.

Questa grande manovra, che ha smosso gli indici del mercato del lavoro, dovrebbe centralizzare sempre più il ruolo delle APL per aumentare il match tra beneficiario e azienda e dare maggiore tutela alle tipologie di contratti stabili, in vista dei sostanziosi incentivi alle imprese.

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