Ticket restaurant: nuova guida all’uso dei buoni pasto

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I buoni pasto, chiamati anche ticket restaurant, sono titoli di pagamento dal valore predeterminato che vengono distribuiti dal datore di lavoro ai propri dipendenti.

Esistono due tipologie di buoni pasto: i buoni pasto cartacei, distribuiti sottoforma di carnet, e i buoni pasto elettronici, ovvero carte prepagate con microchip, sui quali vengono caricati i diversi importi acquistati dall’azienda per distribuirli ai dipendenti.

I buoni pasto sono regolamentati dal nuovo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 7 giugno 2017, n. 122, in attuazione dell’articolo 144, comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

La nuova norma introduce una serie di novità rispetto alla precedente regolamentazione.

Vediamo subito quali sono gli aspetti più importanti del decreto in questa nuova guida della nostra Agenzia per il Lavoro.

Buoni pasto: normativa e novità introdotte

Il D.M.S.E. del 7 giugno 2017 stabilisce innanzitutto quali sono gli esercizi commerciali che accettano pagamenti con i buoni pasto, le caratteristiche dei ticket restaurant e il modo in cui devono essere stipulati gli accordi tra la società che emette i buoni pasto e gli esercizi convenzionati.

Tutte le modifiche previste dal Decreto sono entrate in vigore il 9 settembre 2017.

Prima dell’entrata in vigore della legge, i buoni pasto non erano cumulabili né convertibili in denaro o cedibili a terzi, eventuali eccedenze dovevano essere integrate in denaro e non si poteva spendere più di un ticket restaurant al giorno per l’acquisto di pasti presso le strutture convenzionate.

A seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa, l’utilizzo dei buoni pasto subisce delle sostanziali modifiche:

  • i ticket restaurant possono essere cumulati ed è possibile utilizzarne fino a 8 per lo stesso pasto;
  • i buoni pasto devono essere emessi a favore dei dipendenti con rapporto di lavoro subordinato o non subordinato, sia a tempo pieno che part-time (sebbene l’orario di lavoro, in quest’ultimo caso, non preveda una pausa pranzo) e anche nel caso in cui i lavoratori sono ad una distanza tale da non poter tornare alla propria abitazione per consumare il pranzo;
  • i ticket restaurant possono essere utilizzati solo per l’acquisto di beni commestibili e non solo presso le mense aziendali, ma anche in agriturismi, bar, mercati ed altri luoghi dove è possibile acquistare beni alimentari, fermo restando la discrezionalità dell’esercizio di accettarli come forma di pagamento.

Inoltre, viene inserita sui buoni pasto la dicitura «Il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare».

Resta inalterata la non cedibilità del buono pasto, che è obbligatoriamente nominativo, e l’impossibilità di utilizzarli nelle giornate non lavorative.

I buoni pasto forniti dal datore di lavoro devono essere in misura pari ai giorni lavorati.

Come funzionano i buoni pasto

I buoni pasto sono un vero e proprio metodo di pagamento con il quale i dipendenti acquistano alimenti e bevande in sostituzione del servizio mensa non fornito dall’azienda presso cui sono impiegati.

È sicuramente un elemento molto importante, che comporta vantaggi per tutte le parti coinvolte: per il dipendente è un vera e propria integrazione allo stipendio, per i titolari di azienda che li acquistano rappresentano spese deducibili ai fini Irap, Ires e Irpef e detraibili dell’IVA al 100% e per gli esercizi convenzionati che li accettano come forma di pagamento vi è la possibilità di richiedere il rimborso alla società di emissione del valore corrispondente al ticket restaurant.

La nuova norma prevede la possibilità di utilizzare i ticket restaurant in diversi esercizi: mense aziendali, attività commerciali di alimenti e bevande, supermercati, mercati, agriturismi, ristoranti, bar, mercato del pesce.

Tuttavia, non esiste l’obbligo per gli esercizi commerciali di accettare i buoni pasto.

Perché sia valido e utilizzabile, il buono pasto deve essere nominativo e contenere codice fiscale o nome dell’azienda, ragione sociale e codice fiscale della società emittente, il valore del Ticket; la data di scadenza e diversi spazi da compilare con la firma dell’utilizzatore, la data e il timbro dell’attività presso cui viene utilizzato.

I buoni pasto restano non convertibili in denaro e non si può in nessun caso ricevere resto per pagamenti effettuati con i ticket restaurant, ma si può sempre integrare il pagamento del ticket restaurant in denaro.

Da un punto di vista fiscale, il dipendente che li riceve non è soggetto all’Irpef e a contribuzione Inps fino ad un limite giornaliero di € 5,29.

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