Dal volontariato alla mobilità: l’esperienza di Anna Condemi

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Nasce in Italia, nel profondo sud e parte alla ricerca del suo posto nel mondo. Viaggia, studia, lavora e, alla fine, riesce nell’impresa di portare il mondo a casa sua, mettendolo a disposizione di tanti giovani come lei. È la storia di Anna Condemi, giovane donna, madre, viaggiatrice e punto di forza dell’unità territoriale di EuroGlocal , società appartenente al gruppo Fmts che si occupa di mobilità internazionale.

“Sono nata a Locri ma mi sono sempre sentita cittadina del mondo. Sono andata a studiare in Spagna per studiare politica internazionale e dove ho lavorato con i bambini diversamente abili. Poi mi hanno proposto uno stage che mi ha condotta fino in Ecuador. In quel posto magico è iniziata la mia avventura più bella. Vivevo in un paesino a 2700 metri di altezza e da subito ho lavorato fianco a fianco con i ragazzi del luogo che per vivere pulivano le scarpe ai passanti in strada. In quel periodo ho avuto la possibilità di lavorare con varie associazioni del posto, con le istituzioni dl posto per riscattare dei bagni pubblici e trasformarli in una scuola per i ragazzi di strada che erano diventati “i miei ragazzi”. Ho insegnato loro a cucinare la pizza e non c’è stato giorno in cui non cercassi nuove attività per allontanarli dalla strada. Sono rimasta lì per circa tre anni e, almeno all’epoca, pensavo che non me ne sarei mai andata”.

Mentre fa la volontaria in Ecuador riceve la telefonata che, in quel momento, manda in frantumi il sogno: suo padre viene a mancare e c’è bisogno che torni a casa. Anna rimette in valigia tutto quello che aveva portato con sé e molto di più, sale su un aereo e torna in Italia.

“Sono dovuta tornare in Italia dopo la perdita del mio padre. Ero stata catapultata nel luogo dal quale ero andata via e non sapevo ancora bene come mi sarei potuta reinventare e riadattare a una realtà che, benché familiare, negli anni era diventata così lontana. Un giorno mi sono imbattuta in Formamentis. Chiesi un colloquio e ci andai, senza prenderlo troppo sul serio, in abiti da mare ancora umidi e infradito sporchi di sabbia. Per fortuna – ride – non sono stata giudicata per quello. Ho trovato persone che hanno spiato nel mio bagaglio e ne hanno apprezzato il contenuto dandomi la possibilità di viaggiare pur restando a casa mia, visto che nel frattempo sono anche diventata mamma”.

Il bagaglio di Anna contiene una miriade di posti visitati, tre lingue apprese e il tipico approccio alla curiosità che deve muovere i cittadini europei di oggi e di domani. Quelle caratteristiche necessarie per avviare, in terra calabra, un’avventura ch si chiama mobilità internazionale. In breve tempo, infatti, Anna contribuisce a fondare e sviluppare l’unità territoriale di EuroGlocal. Ad oggi sono 570 i ragazzi calabresi che hanno avuto l’opportunità di vivere una prima esperienza di  mobilità.

“Ho cercato di mettere in pratica tutto quello che avevo studiato, tutto quello che la vita mi aveva insegnato e mi sono ritrovata, con piacere, nella realtà dei progetti Erasmus. Ho messo animo e cuore affinché quei progetti di mobilità prendessero vita. In Calabria erano completamente inesistenti, il primo progetto finanziato era il mio. Nel 2017 tra tutti i progetti finanziati, quattro erano miei. Avevo trovato il modo di mettere a frutto la mia esperienza di vita e riviverla continuamente negli occhi, nelle voci e nei cuori dei miei nuovi ragazzi”.

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